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Chiesa del Sacro Cuore

Questa Chiesa, già "Opera Santa della Misericordia", deve la sua costruzione all'omonima Congregazione sorta nel 1681 con lo scopo precipuo di dare cristiana sepoltura ai condannati a morte che spesso venivano impiccati nella Piazza del Duomo o sul Piano Gambacorta, di fronte al Convento dei Cappuccini (ora Villa Comunale).

Da S. Marino apprendiamo che con atto stipulato in Partinico il 6 gennaio 1681 presso il notaio palermitano Giovanni Leone, l'Abbate Francesco Maria Medici concesse ai "confrati gentiluomini" "sette luoghi di casa", a condizione che la Congregazione prendesse il nome di Opera Santa della Misericordia, sotto il titolo dei Santi Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo, costruisse a sue spese una Chiesa con sacrestia e sepoltura, e provvedesse ad assistere i poveri del paese ed a curarne la sepoltura.
Fra le altre cose, i confrati avevano il dovere di organizzare e partecipare, nel giorno del venerdì santo, alla processione del simulacro di Cristo morto.
La costruzione della Chiesa, nell'area compresa fra Via F.sco Crispi, Via La Spia e Via Alfieri, fu iniziata nel 1683 e ultimata in breve tempo. Un secolo dopo, e precisamente il 29 marzo del 1783, su istanza del Vescovo di Mazara Ugone Papè, fu elevata alla dignità di "parrocchia coadiutrice" della Chiesa Madre, ed ebbe due cappellani, uno pagato dal Comune con il ricavato del dazio sul pesce, e l'altro dalla Chiesa Madre.

Nel 1903 vi si fondò la Confraternita delle "Guardie d'onore al Santissimo Cuore di Gesù", e nel 1911 la "Congregazione Femminile della Madonna delle Grazie".
Il 25 febbraio 1938 la Chiesa ebbe come suo primo Rettore autonomo il sacerdote D. Ignazio Lo Jacono, che fu anche primo Parroco quando la stessa, l'11 febbraio 1942, venne eretta a Parrocchia, sempre sotto il titolo di San Giuseppe d'Arimatea.
Il nuovo nome di "Sacro Cuore" fu dato alla Parrocchia a decorrere dal 15 marzo 1947.
Da essa dipende anche la chiesetta di S.Antonio da Padova annesso al Collegio di Maria, sito in Piazza Umberto I°.

In questa graziosa chiesa, ad unica navata, esiste una grande tela raffigurante la "Deposizione dalla Croce", opera di notevole valore artistico eseguita probabilmente dal Salerno, detto lo Zoppo di Gangi .
In una sepoltura privilegiata è tumulata la salma della "Serva di Dio" Pina Suriano, giovane partinicese morta in odore di santità il 18 maggio 1950.


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